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LA MERAVOGLIOSA STORIA DEI GUANTONI DA BOXE

LA MERAVOGLIOSA STORIA DEI GUANTONI DA BOXE

Il pugilato si pratica oramai da oltre 2000 anni e fin dall’inizio si è cercato di nobilitare uno sport splendido e non farlo etichettare solo come violenza. Ci provarono già gli antichi greci che utilizzavano delle fasce a protezione delle nocche delle dita per evitare fratture alle mani ed al volto degli avversari. Ma furono i Romani, patiti per il pugilato, che perfezionarono il sistema di protezione delle mani ripiegando su se stessi dei lembi di pelle (o cuoio) che quindi formavano un antishock rudimentale, ma funzionale. Il tempo indurisce la pelle tanto che i reperti oggi mostrano ancora la forma della mano dei pugili che le utilizzavano migliaia di anni fa. Queste fasce di pelle si sono ben presto evolute nel caestus, un’arta costituita dalle stesse fasce di pelle con l’aggiunta di placche di metallo. Durarono fino al 50 a.c. quando vennero abolite. Vennero infatti ritrovati reperti successivi a quella epoca con le fasce di cuoio imbottite di fibre naturali, probabilmente utilizzate per sessioni di sparring. Ciò è compatibile con il regime sportivo al quale erano sottoposte le guarnigioni di soldati Romani per la loro preparazione. Si nota nei reperti ritrovati tra l’altro, le diverse riparazioni effettuate al rudimentale guantone che veniva usato più spesso, e lo stato di quasi completa integrità di quello che veniva utilizzato meno. Il pugilato divenne molto famoso negli anni successivi, ma dal 393 d.c. in poi, anno in cui furono abolite le Olimpiadi, subì un grave ed inarrestabile declino fino al XVI secolo quando in Inghilterra si abbandonò l'abitudine di portare con sè una spada e tornò vivo l'interesse per il combattimento a mani nude. Ma il ritorno di questo antenato della Boxe era ancora lontano dallo sport che conosciamo oggi. Lo sport che si praticava allora assunse il nome di prizefighting e si combatteva anche con pugnali e bastoni. Fu solo nel 1681 che abbiamo la testimonianza del primo incontro di pugilato dell'era "moderna" tra il maggiordomo ed il macellaio del duca di Albemarle Christopher Monck dove vinse il macellaio un premio in denaro. Seppure ci troviamo di fronte al primo incontro del pugilato moderno anche questo era uno sport senza regole, nè classi di peso e neanche la presenza di un arbitro. A porre fine al caos di questi combattimenti venne stilato il primo regolamento, ma solo nel 1743. Le regole del 1743 introdussero novità che sono rimaste fino ai giorni nostri: il conteggio, il divieto di colpire l'avversario a terra, il divieto di afferrarlo sotto la vita e l'utilizzo dei "mufflers" una sorta di bendaggi o guantoni primordiali, usati prevalentemente nelle esibizioni e nello sparring amichevole. Altre regole utilizzate con questo primo regolamento e che sono arrivate ai giorni nostri sono il divieto di mordere, di aggrapparsi alle corde, di graffiare o calciare e di usare pietre, resina o oggetti duri sotto i mufflers. Nello stesso periodo Jack Broughton, un pugile inglese di grande talento e dotato sopratutto di una grande velocità e agilità, in uno degli incontri che vinse sfidò un suo grande amico che rimase ucciso a seguito delle ferite riportate dopo settimane di sofferenze tra lacerazioni e ferite. Per Jack fu uno shock che gli fece abbandonare l'attività sportiva e si concentrò sul rendere meno pericoloso lo sport che tanto amava. Fu così Jack Broughton smise di combattere e cominciò a pensare sul come trasformare la rude lotta a pugni, in una nobile arte. Ecco come nacquero i primi guantoni da Boxe. Ma nonostante i suoi sforzi per umanizzare questo sport creando un regolamento ed introducendo le protezioni alle mani, non riuscì a rendere obbligatorio l'utilizzo dei nuovi nati guantoni, che rimasero quindi un accessorio facoltativo e francamente poco utilizzato. Fino al 1865 anno in cui Sir John Sholto Douglas IX Marchese di Quennsberry, con l'aiuto dell'atleta John Graham Chambers, si impegnarono a stilare il primo regolamento della vera Boxe moderna: il codice della “Boxe scientifica”. Fu quest'ultimo passo che fece diventare il Pugilato lo sport che, oltre alla forza ed il coraggio, valorizzava l'intelligenza e la velocità. La vera Boxe Moderna! Nel 1867 il codice venne pubblicato per i campionati amatoriali di Lille Bridge di Londra, tenuti in 3 classi di peso: pesi Leggeri, pesi Medi e pesi Massimi. Questo cambiò tutto: la postura dei pugili, le tattiche e strategie, furono introdotti i conteggi di 10 secondi, i 3 minuti di round ed il minuto di riposo tra un round ed un'altro. Se avessimo potuto guardare un incontro di allora avremmo visto un incontro che sicuramente avremmo già chiamato Pugilato. Da questo momento i Guantoni da Boxe diventarono indiscussi protagonisti del ring, secondi solo agli stessi atleti che si davano battaglia. Iniziò quindi la ricerca dei materiali perfetti per creare Guantoni da Boxe sempre più performanti ed adatti allo scopo. Si iniziò da sacchi di pelle (o cuoio) ripieni di paglia per passare velocemente al più moderno "padding" (così si chiama il materiale che costituisce l'imbottitura dei guantoni) in crine di cavallo. Questo fu utilizzato moltissimo e per moltissimi anni; anzi, alcuni affezionati lo usano ancora adesso per le sensazioni uniche che questo padding dà. Ma l'avvento dei materiali sintetici e moderni ha dato ulteriore linfa a questo mercato che ha saputo adattare materiali sintetici a questo scopo. Il rivestimento invece è sempre stato e tutt'oggi è in pelle. Le pelli preferite sono quella di bovino (Vitello) o capra. Spesso viene utilizzata anche quella di bufalo. La prima è quella tutt'oggi più utilizzata per le caratteristiche del materiale: morbida all'impatto, ma molto resistente all'usura. Una volta stabilito, anche abbastanza facilmente, che il rivestimento migliore è la pelle bovina, passiamo al "padding". Le moderne tecnologie hanno fornito molti materiali per l'imbottitura dei guantoni da boxe, o anche molte varianti degli stessi materiali. Per non perderci in questioni troppo tecniche semplifichiamo dicendo che l'imbottitura può essere composta da schiuma. Tale schiuma è in genere in Poliuretano (PU) oppure in Eva. Vi sono delle differenze tra le 2 schiume, ma possono anche essere utilizzate assieme. Infatti le schiume possono essere usate a strati o stampate. La schiuma stampata conferisce da sola già la forma al guantone, che quindi terrà la sua forma meglio e più a lungo nel tempo. Inoltre la pelle di rivestimento subirà meno pressione riducendo gli strappi ed i difetti in fase di cucitura. D'altra parte però la schiuma stratificata (può essere a 2, 3, 4 o più strati) può garantire una capacità di impatto diversa a seconda di come vengono posizionati gli strati e dove questi vengono posizionati. Ecco quindi che si possono trovare strati di schiuma diversi o anche misti (PU+EVA) non solo nei guantoni, ma anche nelle suole delle scarpe o in molte altre ingegnose soluzioni. Oltre ai diversi tipi di schiuma, questo materiale può essere usato anche in densità diverse. Una diversa densità garantisce una morbidezza diversa, una protezione diversa ed anche un utilizzo diverso del guanto. Non tutto va bene a fare tutto. Ecco perchè quindi si parla spesso di schiuma a bassa, media ed alta densità. Infine vogliamo nominare un altro materiale utilizzato spesso nei guantoni: il gel. Questo materiale è il preferito anti-shock perchè ha la proprietà di disperdere il punto di impatto in tutta la superficie coperta dal gel e quindi distribuisce il colpo in una zona più ampia diminuendo di fatto il danno. Ma anche questo materiale ha dei punti deboli: molti ritengono infatti che la distribuzione del colpo su una zona più ampia vada a discapito del polso pur proteggendo meglio pollice e la base dei metacarpi. Inoltre non è adatto alle competizioni come tutti i guanti anti-shock. Vi rimandiamo inoltre a questo articolo che parla delle differenze dei guantoni da Boxe moderni https://bit.ly/3i0NLm6 o a questo https://bit.ly/39GdJas che parla della loro taglia (peso). Non esitate a contattarci per avere chiarimenti o per dissipare gli ultimi dubbi che potreste avere.

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