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Il Bullismo e gli sport da combattimento

Il Bullismo e gli sport da combattimento

Abbiamo cercato di guardare un problema comune da prospettive diverse. Quanto sia devastante il bullismo nella società moderna oramai lo sanno davvero tutti e tutti sanno quanto sia anche pericoloso. Ma cerchiamo di dare dei numeri a questa spaventosa piaga. Una statistica ISTAT ha evidenziato che: - tra gli 11 e i 17 anni la metà dei ragazzi ha subito un atto di bullismo negli ultimi 12 mesi - le vittime assidue nel nord italia sono 1 su 4 ragazzi della stessa fascia di età - circa il 6% subisce atti di bullismo pesante tramite cellulari o internet (cyber-bullismo) - il 17% dei ragazzi è vittima di bullismo diretto (faccia a faccia con violenza fisica) - i ragazzi che frequentano gli amici hanno quasi la metà delle possibilità di rimanere vittime di bullismo rispetto a chi non frequenta regolarmente amici - il 65% dei ragazzi dichiara di essere stato testimone di atti di bullismo almeno una volta negli ultimi 12 mesi e 1 ragazzo su 4 di assistervi più volte a settimana Ora sappiamo quanto è grave la piaga del bullismo e sappiamo con assoluta certezza che tutti noi conosciamo qualche vittima e la maggior parte dei ragazzi che conosciamo ne è testimone. E’ facile immaginare come una palestra di sport da combattimento aumenti l’autostima degli individui con personalità più insicura e come uno sport da combattimento possa formare caratterialmente anche i ragazzi più timidi. Inoltre la palestra è sempre un luogo dove i ragazzi, sopratutto i più piccoli, socializzano e creano amicizie importanti. Il ragazzo insicuro intraprende un percorso in un ambiente dove il rispetto è la base della disciplina sportiva e dove l’esempio è, la maggior parte delle volte, moralmente integro. Quello che però ci piacerebbe mettere in evidenza, come angolo inverso di prospettiva, è quanto lo sport da combattimento possa essere d’aiuto al bullo. Sfatiamo la credenza che il bullo in palestra possa affinare le sue armi, il suo ego e quindi possa avere ancora maggiori armi offensive; in verità è molto più probabile che il ragazzo egocentrico e troppo sicuro di se trovi nella palestra l’ambiente ideale per capire i valori portanti delle arti marziali (o sport da combattimento). Se è vero quindi che la diseducazione ha origine dall’esempio sbagliato, o dalla mancanza di esempio, allora è certamente vero che frequentare un ambiente dove moralità, rispetto ed etica sono le baso relazionali del combattimento può migliorare la formazione del ragazzo bullo. Avrete letto oramai mille volte come lo sport da combattimento non ha a che fare con la violenza, come molti ignoranti credono, ma esattamente l’opposto. Invece vorremmo spingervi ad andare presso una palestra, parlare con un Maestro, guardare un allenamento e magari fare una prova gratuita. Perchè un ambiente sano non si racconta, si respira! Buon allenamento a tutti

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